Lasciare libero il passaggio

di Macedonia Teatro
con Mary Scicolone
composizione registica e drammaturgica di Ilaria Bisozzi
musiche originali di Matteo Tarragoni
luci di Tommie Qubla
produzione di Associazione Culturale Calpurnia
SINOSSI
Una giornata qualsiasi, che poi davvero qualsiasi non è. Il tentativo di tenere insieme i pezzi, di mettere un passo dopo l’altro, vestirsi bene e prendere un caffè al bar - amaro, neanche a dirlo, come la vita! - mentre ci si prepara a dire a dire addio.
E come si fa a dire addio per sempre? Come ci si congeda quando si muore? E perché ci sono cartelli per tutto che ci dicono di lasciare libero il passaggio, che i pedoni vanno sul lato opposto, che il cane abbaia ma non morde, persino che le mani devono essere insaponate e poi strofinate in dieci passaggi per lavarle bene, ma neppure un cartello, un bigliettino, un pizzino, a indicarci come dire addio? Nemmeno due righe a dire dove si va quando si muore, e come si resta quando qualcuno se ne va.
Dei fiori non si capisce mai che cosa resta quando li hai raccolti. E delle persone, cosa resta?
Un viaggio tra i gesti piccoli di una giornata enorme, quando la vita va avanti anche se questo vestito non era così scomodo e mi cade tutto di mano e inciampo ovunque e davvero questa etichetta non prudeva così.
Un viaggio tra le cose piccole di tutti i giorni, i gesti di sempre che compongono la vita e delineano la morte.
NOTE DI REGIA
Ci immaginiamo le persone che non ci sono più che corrono felici nei campi di margherite, con il loro cane e la loro nonna - pure la nonna corre!- e il loro criceto anche se non avevano un criceto, e ci guardano dall’alto, o dal basso, guidano i nostri gesti e accolgono i nostri segreti. E magari - ci siamo chieste - invece loro se ne stanno in fila alle poste o chiuse in un ascensore dell’aldilà a fare chiacchiere di circostanza con quella persona che hanno sempre detestato, di quelle chiacchiere che piuttosto si preferirebbe morire, e invece non si può desiderare neanche quello.
E come si fa a immaginare la morte? Cosa succede dopo e soprattutto cosa succede adesso, quando qualcunə se ne va e noi rimaniamo qui, con un gruzzoletto di ceneri, ricordi che ci impegnamo a mantenere tridimensionali, un’infinità di frasi di circostanza e beffe
linguistiche a ricordarci che ora c’è una nuova stella in cielo perché sono sempre i migliori che se ne vanno.
Ma forse qualche volta se ne vanno anche i peggiori, ce ne andiamo tuttə, anche se nessun cartello ci dice cosa fare e come, anche se non riusciamo a spiegarci la più naturale e logica delle circostanze: la morte.
Abbiamo iniziato questo viaggio attraverso le nostre esperienze e quelle delle persone che, nostro malgrado, ci hanno mostrato la via. Lo abbiamo compresso nel tempo piccolo di una giornata e scomposto in una pluralità caleidoscòpica di punti di vista, partendo dalle cose piccole, i divieti di sosta e il caffè amaro, escamotage leggeri per raccontare un pezzo di umanità.
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